Interrogativi sull'applicazione della Lex FIFA
14. September 2015
Erschienen in: swissinfo.ch

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Interrogativi sull'applicazione della "Lex FIFA"

Gli osservatori hanno in generale accolto positivamente la nuova "Lex FIFA", una legge più severa per lottare contro la corruzione nelle federazioni sportive con sede in Svizzera, tra cui la FIFA, e nel settore privato. La sua applicazione solleva tuttavia qualche interrogativo.

Roland Büchel, parlamentare dell’Unione democratica di centro, tra le voci più critiche nei confronti della FIFA, è soddisfatto delle modifiche del Codice penale svizzero approvate la settimana scorsa dal parlamento.«Questa legge sarà senza dubbio sufficientemente severa per sanzionare la corruzione nelle federazioni sportive quali la FIFA. Sono sicuro che l’aspetto preventivo ne risulterà rafforzato», ha detto Roland Büchel, che nel 2010 ha presentato una mozione per combattere la corruzione nella FIFA e in altre organizzazioni sportive.

Lotta alla corruzione
Anche su pressione di organizzazioni internazionali quali il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), il governo svizzero ha formulato una serie di misure legali per contrastare la corruzione nel settore privato.Il 10 settembre scorso, il Consiglio degli Stati (camera alta del parlamento) si è allineato al Consiglio nazionale (camera bassa), esprimendosi a favore di un inasprimento della legge. In base alle nuove disposizioni, la corruzione tra privati verrà considerata une reato a sé stante. Sarà dunque perseguibile d’ufficio e non solo nei casi in cui comporta una distorsione della concorrenza, come successo finora.

Le misure prevedono pene detentive fino a tre anni. Le sanzioni potranno essere applicate ad aziende e associazioni di diritto private, come appunto le federazioni sportive.

In base al nuovo regime, la magistratura inquirente potrà avviare delle procedure penali nei confronti delle circa 60 federazioni sportive internazionali con sede in Svizzera, tra cui la FIFA e il Comitato olimpico internazionale. Finora, le indagini potevano essere lanciate soltanto dopo che una società, un gruppo o un individuo avevano sporto denuncia

Casi “di lieve entità”
I membri del parlamento hanno tuttavia inserito delle eccezioni. La corruzione verrà infatti perseguita d’ufficio soltanto nei casi gravi. Per i cosiddetti casi “di lieve entità”, il reato continuerà ad essere punibile solo su denuncia.Con questa decisione, il parlamento ha attenuato le misure originali proposte dal governo, ha deplorato la ministra di giustizia Simonetta Sommaruga. «Non ci sono ragioni di fare eccezioni al perseguimento d’ufficio della corruzione tra privati». Questa restrizione, ha detto, porrà dei problemi al momento dell’applicazione. Chi deciderà della gravità del caso? Quando bisogna agire?, si è interrogata Simonetta Sommaruga, secondo cui le eccezioni introdurranno un’incertezza giuridica nel Codice penale e complicheranno il perseguimento della corruzione.

Il deputato socialista Carlo Sommaruga, che ha guidato la lotta anti-corruzione contro la FIFA e altre federazioni sportive, sostiene che la nuova legge è un avvertimento per gli alti dirigenti sportivi. Il testo soffre però di definizioni troppo vaghe.

«Al momento il governo è più progressista del parlamento su questioni quali la trasparenza fiscale, la soppressione del segreto bancario, la lotta alla corruzione e al riciclaggio di denaro», ha commentato. All’interno del parlamento, ha aggiunto, «diversi gruppi d’interesse economici tentano di rallentare l’iter o di introdurre eccezioni nella legge. Lo abbiamo visto con la legge sul riciclaggio di denaro e lo vediamo ora con la legge anti-corruzione».

E dopo?
Confrontato con pressioni interne e dall’esterno, il governo svizzero ha tentato per anni di migliorare il controllo delle federazioni sportive. Quest’ultima modifica legislativa fa parte di un pacchetto di misure legali, noto come “Lex FIFA”, e rientra nelle raccomandazioni formulate nel Rapporto sulla corruzione dell’Ufficio federale dello sport (2012).

Sempre in questo contesto, nel dicembre 2014 il parlamento ha inasprito le norme antiriciclaggio, includendo tra le “Persone politicamente esposte” anche i dirigenti di federazioni sportive che operano a livello mondiale.

Carlo Sommaruga sostiene che la nuova legislazione manda un segnale importante. Ma si chiede se la Svizzera «possieda i mezzi per implementare in modo adeguato la legislazione e se le autorità giudiziarie siano intenzionate a fare questo lavoro».

Jean-Loup Chappelet, professore all’Istituto di alti studi in amministrazione pubblica di Losanna ed esperto di federazioni sportive, sottolinea «la necessità di adottare una legge a protezione dei whistleblowers [le persone che sono suscettibili di portare alla luce casi di corruzione all’interno di aziende od organizzazioni, ndr] come in Gran Bretagna o negli Stati Uniti». L’attuale proposta relativa ai whistleblowers, presentata dal governo nel 2008, è ancora al vaglio di diverse commissioni parlamentari e di uffici federali.

Rivedere lo statuto della FIFA
Nel frattempo, sono state suggerite altre modifiche legali. Diversi parlamentari svizzeri vorrebbero rivedere lo statuto della FIFA e di organizzazioni simili, che la legge elvetica considera entità senza scopi di lucro.

Modifiche che secondo il governo non sarebbero però necessarie. Di recente ha respinto una mozione della deputata socialista Susanne Leutenegger Oberholzer, che chiede di elaborare una legge speciale per disciplinare la vigilanza e la gestione delle federazioni sportive con sede in Svizzera, «diventate vere e propri gruppi multinazionali, il cui fatturato raggiunge vari miliardi».

Nella sua risposta, il governo scrive che già ora le grandi federazioni sportive sono sottoposte a obblighi paragonabili a quelli delle società di capitali del Codice delle obbligazioni. Nel vigente diritto delle associazioni esistono strumenti che permettono una governanza efficace e il settore associativo funziona «complessivamente bene in Svizzera», sottolinea il Consiglio federale.

La riforma delle federazioni sportive non avrà mai fine, ammettono gli osservatori. In teoria, la responsabilità è delle stesse organizzazioni, non delle autorità, ritiene Jens Sejer Andersen, direttore dell’osservatorio sportivo indipendente “Play the Game”

«Ma nei fatti fanno il meno possibile e agiscono soltanto sotto l’effetto di una grande pressione dell’opinione pubblica. Dobbiamo mantenere questa pressione in modo che anche altri governi chiedano maggiore trasparenza e una migliore governanza delle organizzazioni sportive internazionali».

Traduzione dall'inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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